Vernasca Silver Flag 2011

Nel Marzo scorso, cercando su Internet la data della manifestazione per organizzare una gita, noto che le iscrizioni all’evento sono aperte da poche giorni.
Il programma ufficiale la propone come “Concorso Dinamico di Conservazione e Restauro per Vetture da Competizione”.  Allora mi viene da pensare: “perché anziché fare da spettatore non provo ad iscrivermi con la mia Alpine, sarebbe un bel regalo per il suo quarantesimo compleanno!”.

La Casa ha utilizzato ufficialmente la berlinetta A110 come la mia, per partecipare a numerosi Campionati Internazionali Rallies, vincendo i titoli ‘mondiali’ 1971 e 1973. Stessa cosa fece, tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70, in alcune gare di velocità di rilevanza internazionale (Targa Florio, 1000 Km e 84 ore del Nurburgring, Tour de France, ecc.) alle quali meglio si adattavano le caratteristiche della piccola coupé francese.
Il mio esemplare ha un passato sportivo intenso: dal 1976 al 1979 l’ho usato personalmente in pista nel Campionato Italiano Gran Turismo di Serie (Gruppo 3), nel quale l’ultimo anno mi classificai secondo. All’epoca, questo campionato, era conosciuto anche come Challenge F.I.S.A. perché gestito dalla Federazione Italiana Scuderie Automobilistiche per conto della C.S.A.I.
Inoltre, la mia A110, guidata dal pilota “R.B.”, nel 1972 ottenne la vittoria di classe in numerose corse di velocità in circuito e salita, tra le quali proprio la Castell’Arquato - Vernasca.
 
Decido di inviare la domanda di iscrizione, allegando la cronistoria sportiva dell’auto corredata da alcune foto dell’epoca, restando in attesa dell’eventuale accettazione. Come noto, vista la risonanza internazionale dell’evento - la Silver Flag è considerata un po’come la Goodwood italiana - gli organizzatori si riservano di scegliere quali vetture ammettere alla manifestazione tra tutte quelle pre-iscritte, così da avere ogni anno un parco macchine diversificato ed importante. 

A fine Maggio arriva la conferma, parteciperò all’edizione 2011; quindi non mi resta che preparare al meglio la macchina! Per l’occasione la sottopongo a qualche indispensabile ritocco di carrozzeria (è una conservata…) ma, soprattutto, decido di riadottare lo scarico “libero” che Audisio & Benvenuto mi avevano realizzato per la stagione 1979, dopo che la C.S.A.I. ne aveva liberalizzato l’uso anche per le vetture di serie (il collettore, però, non poteva subire modifiche), e di montare delle coperture ‘racing’ a spalla ribassata.
Con questi interventi, la mia Alpine si presenta nella stessa configurazione dell’ultima stagione corse da me disputata nel 1979 (fatta salva la presenza di paraurti e fari supplementari).

Veniamo alla manifestazione….
Sabato mattina, arrivando nel paddock allestito a Castell’Arquato, mi accoglie un commissario che, sorprendendomi, mi parla in inglese…., “Guardi, sono italiano”. Poi mi indica il posteggio riservato alla mia vettura e dove effettuare le verifiche. Applico sulla macchina i numeri assegnati, le insegne del Veteran Car Club Ligure, e sul parabrezza la pubblicità dell’officina che ne segue la manutenzione, così come caldeggiato dai meccanici: non li voglio deludere. Poi, smonto dal tubo di scarico una sorta di silenziatore artigianale, controllo pressione gomme e livello olio motore. Ora sono pronto, non resta che attendere la partenza della prima manche fissata per le 11. Prima però è obbligatorio partecipare al briefing col direttore di… corsa.

Come saprete, la Silver Flag non è una competizione, non ci sono cronometristi, non vengono rilevati tempi di percorrenza e quindi non ci sarà alcuna classifica. La premiazione prenderà in considerazione alcune caratteristiche delle vetture come rarità, palmares storico e sportivo, condizioni dell’esemplare, ecc. ed ogni partecipante sarà libero di transitare sul percorso, chiuso al traffico, con l’andatura che riterrà più opportuna senza lo stress del cronometraggio. E’ la formula ideale per uno come me, un po’ avanti con l’età, ma ancora innamorato della velocità e della guida sportiva.
Gli organizzatori, però, ci sensibilizzano ripetutamente a non esagerare: ne va del futuro stesso della manifestazione! E’ comprensibile, le macchine sono oltre 170 ed alcune sono dei veri e propri mostri: tre F1, diverse F2 e F3, numerose Sport e Prototipi da oltre 400 cavalli, la Ferrari 512M che Merzario e Vaccarella - quest’ultimo ospite d’onore - utilizzarono in alcune prove del Mondiale Marche 1971, ma anche tante barchette Ferrari anni ’50, con tanto motore, e pochi freni…. Insomma, coloro che organizzano ed autorizzano la manifestazione si assumono una grande responsabilità compiendo un vero atto di coraggio, come mi fa intendere a cena uno di questi.

Cominciano le partenze: dopo le Turismo tocca alle GT, tra le quali si distingue un nugolo di splendide Abarth 750 Zagato, 1000 bialbero e OT 1300, Alfa TZ, GTA e una spettacolare TZ2.
La gentile Signora che mi accompagna non ha mai provato cosa significa realmente ‘andare forte’; mi dice solo che ha deciso di salire a bordo e di non preoccuparsi per lei. La prendo in parola. Prima di partire mi chiede se deve proprio indossare il casco “Sai rovina la pettinatura, e fa un caldo…!”. Rispondo secco: “No, devi metterlo! L’abitacolo è angusto, pieno di tubi e bulloni del roll-bar…”
E’ il momento di partire. Vagamente sento lo speaker annunciare e descrivere la macchina, ma il fragore del motore non mi fa capire granché di quello che dice. I lati della zona partenza sono ‘foderati’ di spettatori.
Il motore è in temperatura, lo porto oltre 3000 giri, sventola la bandiera tricolore. Via!

I primi quattro chilometri sono in pianura, velocissimi: solo una serie di quattro chicane artificiali impongono di ridurre la velocità massima, altrimenti l’andatura delle macchine più potenti, se sfruttate, diventerebbe a dir poco criminosa. Per l’agile Alpine, sono ideali e devono essere precedute da bellissime e violente staccate.
Guardo il tachimetro tra una e l’altra: supero i 160 all’ora.., tra muretti, prati, alberi e spettatori.

Ad un certo punto c’è una rotonda che si deve percorrere sul lato destro: in pratica è un semicerchio leggermente in discesa e un po’sopraelevato all’esterno; è impegnativa da affrontare: la semicurva impone un’altra bella staccata ed una corretta impostazione per poter uscire completamente a sinistra della sede stradale così da raccordare il successivo rettilineo. Penso: “sembra quasi un mini Karussell!”
 
Alla fine del tratto veloce si entra nell’abitato di Lugagnano dove, prima di immettersi nella parte in salita del percorso, c’è una secca curva a gomito che gira a sinistra.
L’ingresso di questa curva è preceduto da un’ultima chicane artificiale, arrivo un po’ lungo, quarta, terza, seconda…no, la seconda non entra, malgrado doppietta e punta/tacco. Nella concitazione del momento stavo per inserire la retro che è vicina alla seconda marcia! Eeeh, “sono giù di allenamento”, penso…... 
Mi butto sui freni e, praticamente, faccio la variante in folle…, poi inserisco la marcia corretta e vado per la 90 gradi a sinistra zeppa di spettatori.

In uscita tiro la seconda a 6000, poi terza, quarta e mi infilo su per la salita con curve e controcurve continue. La macchina è incollata all’asfalto, l’assetto realizzato più di trent’anni fa è sempre fantastico. Qualche centinaio di metri e mi rendo conto che, vuoi per la frenata di prima, vuoi per il minor flusso d’aria che va a raffreddarli, i freni sono un po’ in crisi. Devo sfruttarli meno, e la salita mi aiuterà a risparmiarli un po’.
Ad un certo punto, davanti a me intravedo la sagoma della Fulvia 1,6 HF ‘prototipo’ partita 30 secondi prima di me e rallento. Poco dopo, dietro, scorgo quella della Pantera Gruppo 4 (motore Ford 8V 5,7 litri) avviatasi successivamente.
Al briefing hanno detto: “sorpassi assolutamente vietati,…..salvo che il concorrente che vi precede non vi lasci passare”. Trovo sia una frase bellissima…. , studiata nei minimi particolari: come dire, in teoria sarebbe vietato, ma in pratica si può!!
Così appena la Fulvia mi apre un varco, la passo all’interno di una curva; dopo un po’, evitando di intraprendere con la Pantera un duello che nel misto poteva anche essere meno impari per la mia 1600, la lascio passare.
Arrivo al traguardo, la prima manche del ‘Concorso Dinamico’ di oltre 10 chilometri è terminata.
La mia compagna è tranquilla, si è comportata benissimo, proprio come aveva dichiarato prima di affrontare l’avventura.

Nel pomeriggio, per la seconda prova, sale con me mia figlia già abituata a tali andature. Si infila il casco, le cinture e predispone una suggestiva ripresa dall’abitacolo con il suo iPhone.
Siamo alla partenza, c’è ancora più gente, molti mi fanno gesti di approvazione (tra gli spettatori ci sono molti turisti francesi).
Via! Tutto come prima, ma sono più ‘rodato’, non sbaglio cambiate, quando raggiungo l’HF, Laura mi urla “Si può sorpassareee?”, le rispondo “No, ma in pratica si!”. “Dai papà, allora superala, è troppo una figata”. Appena intuisco che mi sta lasciando un po’ di spazio, la infilo e, via fino all’arrivo!
L’indomani terza ed ultima prova, e ancora tanta adrenalina e divertimento.

Tra una manche e l’altra mi guardo un po’ di macchine. Ferrari e Alfa hanno due stand nel paddock e hanno iscritto ufficialmente alcune vetture (125S e 166F2 la casa di Maranello, Alfetta 159 e Disco Volante, quella del Portello). Mi piacciono tantissimo le Lotus barchetta: ‘performance through lightweight’, recita una pubblicità della marca di qualche anno fa…

Ho finito.
Che dire, mi sono divertito davvero tanto, ho ‘tirato’ – beh, ero andato ben per quello - ma sempre con un po’ di margine di sicurezza, anche per la meccanica.
Non posso non ribadire ancora che c’erano delle macchine spettacolari, con dei palmares sportivi da urlo: oltre a quelle già citate, la Osca barchetta ex Scarfiotti, una 375MM (forse l’esemplare che nel 1953 vinse la Carrera Panamericana con Umberto Maglioli), la 126C4 Formula 1 ex Alboreto, le Porsche 906, 910 e 956, una bellissima Ferrari 250LM ex Scuderia Filipinetti e una rarissima (unico esemplare) Serenissima 308 Jet Competizione del 1965, una Sport Prototipo voluta e finanziata all’epoca dal Conte Volpi di Misurata.

Spero di non avervi annoiato: ho pensato che raccontare la mia esperienza e le mie emozioni fosse la cosa migliore. Per altri particolari come elenco iscritti, premiati, ecc. si può consultare Internet, vedere i filmati su YouTube e leggere una delle tante riviste tematiche.
Cari saluti a tutti.

29 Giugno 2011                                                                                              Carlo Guastavigna

 

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